Strigoli, proprietà e
usi in cucina. Cosa sono gli strigoli, come si riconoscono e tanti
consigli su ricette e rimedi.
Gli strigoli sono un’erba commestibile conosciuta fin dai tempi
antichissimi per il buon sapore e le interessanti proprietà nutritive e medicinali. In
questo articolo vedremo in dettaglio come riconoscere quest’erba commestibile spontanea e come usarla
per sfruttare al meglio le molteplici proprietà.
Altri nomi per indicare questa erba spontanea
Gli strigoli (o lo strigolo) sono noti anche con altri nomi popolari come stridoli, sonaglini, cavoli delle comare, schioppettini…
Strigoli, cosa sono
Parliamo di una pianta spontanea e commestibile che cresce,
in lungo e in largo, su tutto lo Stivale. Il suo nome botanico è Silene vulgaris, il nome strigoli o stridoli deriva dal fatto che quando
vengono stretti tra le dita, i fusti di questa pianta, emettono
un particolare stridio, rumore prodotto dall’attrito dello
sfregamento delle parti vegetali della pianta.
Botanicamente, la silene vulgaris è un’erba
appartenente alla famiglia delle Cariofillacee, si tratta di un’erba perenne.
Disambiguazione: cosa sono gli strigoli?
Il nome strigoli, oltre a identificare un’erba spontanea e commestibile, rappresenta anche un formato di pasta di grano duro.
Il nome strigoli, oltre a identificare un’erba spontanea e commestibile, rappresenta anche un formato di pasta di grano duro.
Dove raccogliere strigoli
I sonaglini (stridoli) crescono bene in pieno
sole e si possono raccogliere soprattutto su terreni calcarei poco fertili e
non eccessivamente inerbiti. Questa erba spontanea commestibile prospera in
tutta Italia, dal mare alla montagna, fino a oltre 1.600 metri di altitudine.
I giovani
esemplari prosperano dal seme caduto durante l’estate: per portare in cucina stridoli teneri e saporiti, vi consigliamo
di raccoglierli nel mese di settembre e ottobre, i raccolti possono spingersi
da settembre fino alla primavera inoltrata. La fioritura si avvia da marzo ad
aprile a seconda dell’andamento stagionale e della zona geografica.
Si tratta
di un’ottima verdura disponibile anche in inverno quando il clima non è
eccessivamente rigido.
Strigoli, proprietà
Anche se lo strigolo è una pianta
commestibile antichissima, la sua mancata commercializzazione (si
tratta di un’erba spontanea non coltivata) ha reso più esegua la quantità di
studi a disposizione circa le sue proprietà nutrizionali e medicinali. Mentre
degli ortaggi coltivati si conoscono bene le proprietà nutrizionali e delle
specie più usate in fitoterapia (valeriana, calendula…) si conoscono tutte le proprietà
medicinali, degli strigoli si sa ben poco.
Sul fronte delle proprietà nutritive,
possiamo dirvi che apportano un buon contenuto di Vitamina C, recentissimi studi hanno messo in evidenza
un’elevata quantità di sali minerali e fenoli, composti antiossidanti utile
alla salute: il contenuto di questi micronutrienti è più alto di
quello rilevato negli spinaci.
Un altro studio sulle proprietà nutrizionali
degli strigoli riporta questi
valori:
·
Acqua 88%
·
Lipidi 0,6 – 0,8%
·
Fibra 3,1 – 3,5%
·
Carboidrati disponibili 3,9%
·
Proteine 3,6%
Tra gli acidi grassi segnaliamo la presenza dell’acido
oleico, linoleico, linolenico, erucico, palmitico e stearico. Per quanto
riguarda le proprietà medicinali, le
uniche informazioni note è che gli estratti di questa pianta sono
estremamente emollienti. Per questo motivo, la
specie Silene vulgaris è molto usata per la produzione di
determinati saponi per la pelle. In passato e anche oggi, i preparati a base
di stridoli sono usati per curare le oftalmie
(affezioni degli occhi).
Strigoli, le ricette
Questa
erba commestibile è molto ricercata in gastronomia sia per la decorazione delle
portate sia per la preparazione di un caratteristico sugo e di molti altri
piatti. In cucina, gli strigoli sono noti con il nome di grisol, carletti,
strisci, scrissioi, cuiet in Piemonte e nell’Appennino Umbro Marchigiano sono
identificati come concigli.
È
considerata tra le migliori erbe commestibili, ma solo prima della fioritura (è
per questo che va raccolta entro la primavera). Le foglie si mangiano sia
crude, sia cotte proprio come fareste con gli spinaci. Possono essere utilizzate in
risotti, minestre, ripieni di ravioli e cannelloni o in frittate. Hanno un
sapore dolce e delicato tanto che potete usarla in qualsiasi ricetta in
sostituzione degli spinaci
o delle verdure dal sapore più dolce.
ED ORA PROVALI CON QUESTA FANTASTICA
RICETTA!
Tagliatelle con gli strigoli (silene)
Antica ricetta
romagnola che ha come ingrediente principale gli “Strigoli” di solito si fa in
primavera con le piantine appena cresciute
Ingredienti
Ingredienti
500 g spaghetti o meglio tagliatelle fatte in casa
300g strigoli
600 g passata di pomodoro
50 g guanciale
1 spicchio di aglio
mezza cipolla
100 cl vino bianco secco
50 g ricotta secca
olio extra vergine
Procedimento
Lavare bene gli strigoli sotto
acqua corrente.
Tritare finemente la cipolla, l’aglio e il guanciale, soffriggere il tutto in una capace padella per alcuni minuti, poi aggiungere il vino e lasciarlo e vaporare.
Aggiungere gli strigoli
Lasciare insaporire poi aggiungere la salsa di pomodoro
Cuocere per 20 minuti e aggiustare il sale.
Nel frattempo mettere a bollire le tagliatelle e cuocerle al dente, poi scolarle e metterle nella padella saltandole nel sugo, aggiungere alla fine la ricotta secca a scaglie .
Tritare finemente la cipolla, l’aglio e il guanciale, soffriggere il tutto in una capace padella per alcuni minuti, poi aggiungere il vino e lasciarlo e vaporare.
Aggiungere gli strigoli
Lasciare insaporire poi aggiungere la salsa di pomodoro
Cuocere per 20 minuti e aggiustare il sale.
Nel frattempo mettere a bollire le tagliatelle e cuocerle al dente, poi scolarle e metterle nella padella saltandole nel sugo, aggiungere alla fine la ricotta secca a scaglie .
Impiattare e mettere un filo di olio extravergine.
buon appetito!
Alessandra
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