Le foglie di piantaggine contengono glucosidi iridoidi, flavonoidi (luteolina), mucillagini, tannini, pectine, acido salico, sali minerali. La presenza di questi
principi attivi conferisce alla pianta proprietà bechiche, espettoranti, antibatteriche, antinfiammatorie, astringenti.
L'azione antinfiammatoria della piantaggine è dovuta all'aucubina, che per idrolisi libera una
genina biciclica di nome aucubigenina.
Questo principio attivo possiede una marcata proprietà antiallergica e decongestionante, il cui meccanismo di azione si esplica
nell'inibizione della sintesi dei mediatori dell'infiammazione.
L'aucubigenina inoltre contrasta la
proliferazione del batterio Staphilococcus Aureo, rivelandosi
un rimedio batteriostatico nei
confronti di questo microrganismo.
Per questa ragione la piantaggine è utilizzata efficacemente negli stati
infiammatori della cute e
delle mucose, che rivestono bocca, gola e vie
respiratorie in genere, in caso di tosse, catarro bronchiale, bronchite cronica, allergia, sinusite; e per le infiammazioni dell'apparato urogenitale; in
presenza di reazioni allergiche e infezioni batteriche, grazie anche
all'azione antisettica, esercitata
dagli acidi fenolici (acido
clorogenico e idrossibenzoico). Infine trova impiego come rimedio diuretico e remineralizzante per il suo
contenuto di acido silicico, zinco e potassio.
Per uso esterno, la piantaggine
è cicatrizzante, lenitiva, antipruriginosa, decongestionante,
per cui è indicata in caso di dermatosi,
piccole lesioni della pelle,
acne, infiammazioni palpebrali e
oculari anche di natura allergica.
Può essere utilizzata sotto forma di infuso o decotto, anche associata
ad altre piante balsamiche ed espettoranti oppure in estratto fluido, o in sciroppo, per calmare la tosse e sciogliere il catarro. Le mucillagini contribuiscono all'azione
lenitiva stratificandosi sulle pareti delle mucose bronchiali, proteggendole così da ulteriori
aggressioni.
USO INTERNO
INFUSO: 1 cucchiaio foglie di piantaggine, 1 tazza d’acqua
Versare la pianta nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berne 2 tazze al giorno lontano dai pasti.
INFUSO: 1 cucchiaio foglie di piantaggine, 1 tazza d’acqua
Versare la pianta nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berne 2 tazze al giorno lontano dai pasti.
Tintura
madre di piantaggine: 40 gocce in mezzo bicchiere
d'acqua, da bere 2 volte al giorno, lontano dai pasti.
Controindicazioni della
piantaggine
Non esistono
particolari controindicazioni per
l'assunzione della piantaggine. Si
consiglia di evitarne l'uso in caso di allergia accertata verso le piante del
genere Plantago.
Pianta erbacea con scapo profondamente
solcato alto 10-60 cm. Le foglie 3-5
nervie sono lanceolate o lineari-lanceolate e lungamente picciolate. L'infiorescenza è riunita in spiga
terminale.
Cresce comunissima nei luoghi erbosi,
incolti e lungo le strade.
Pianta assai modesta che non ha mai
esercitato nessun fascino, né per la bellezza dei suoi colori, né per il
profumo dei suoi fiori, la piantaggine è
sempre stata presente nella vita quotidiana della gente, in quanto umile pianta
della strada, necessariamente entrata a far parte delle pratiche
mediche popolari. Il suo nome deriva dalla parola latina planta,
sia per la somiglianza delle foglie alla pianta del piede; sia per
l'uso che ne facevano i viandanti, che avevano la fortuna d'incontrarla sul
loro cammino.
Dioscoride (I sec. d. C), la consigliava per
la dissenteria, mentre Plinio la definiva "erba
magica" per le sue numerose proprietà curative ci
hanno tramandato notizie circa il suo utilizzo medicinale.
I medici della Scuola Salernitana ne
sfruttava le proprietà astringenti utilizzandola come rimedio
contro le mestruazioni abbondanti e "gli spostamenti
dell'utero"; mentre il medico e filosofo Alberto Magno (XIII
sec.) la considerava un formidabile antidoto contro il veleno di
scorpioni e serpenti.
Alessandra





