Contiene
flavonoidi, tannini, leucocianidine, derivati dell’acido caffeico, polisaccardi.
Il tiglio ha proprietà diaforetiche (ovvero
favorisce la sudorazione nelle malattie infettive acute febbrili, o da
raffreddamento), ipotensive, sedative, sfruttabili anche nei bambini. La corteccia ha un’azione spasmolitica e di
regolazione della produzione e del flusso della bile (coleresi).
Impieghi: il tiglio
si usa in caso di febbre, influenza, insonnia, ansia lieve. La corteccia è utile in caso di affezioni
epatobiliari, emicrania digestiva, gonfiore epigastrico, digstione lenta,
flatulenza.
Un uso
eccessivo è controindicato in caso di cardiopatie. In alcuni casi piuttosto
rari, il tiglio può causare stato d‘ansia e palpitazioni.
Esistono
il miele di tiglio, lo shampo e persino la grappa.
Quando e come
utilizzarlo
-
Febbre, influenza: versa una tazza di acqua
calda su un cucchiaino di fiori essiccati; lascia in infusione per 10 minuti,
filtra e bevi 3-4 tazze al giorno, fino al miglioramento.
-
Insonnia, ansia lieve: assumi 50 gocce di macerato
glicerico, con un po‘ d’acqua, una volta al giorno. Se l’insonnia persiste,
prendi 30 gocce nel tardo pomeriggio e 30 mezz’ora prima di andare a dormire.
-
Emicrania digestiva,
digestione lenta, flatulenza:
assumi 30 gocce di Tintura Madre Alburnum,
con un po‘ di acqua, 3 volte al giorno, all’occorrenza. Non proseguire il
trattamento per più di due mesi senza interruzione.
Amore, bellezza,
fertilità
I
greci collegavano il tiglio alla femminilità
e consacrarono la pianta ad Afrodite, dea della bellezza, dell’amore e della
fertilità. In Lituania le donne portavano offerte ai tigli per ottenere buoni raccolti. Per i
germani il tiglio era sacro a Freia, la
dea della fertilità.
Alessandra





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