venerdì 24 febbraio 2017

PULISCI LE ARTERIE IN MODO NATURALE




PULISCI LE ARTERIE IN MODO NATURALE



Caro lettore,

come ben sai nel corso del tempo, le rughe si approfondiscono, i capelli si ingrigiscono e cadono, i denti ingialliscono e la vista si abbassa...

Ma il cambiamento più profondo è
invisibile. Succede dentro di noi. Ed è il più pericoloso.

So
no i vasi sanguigni che si danneggiano inesorabilmente sotto la pressione del sangue a ogni battito del cuore. Questo cuore che in una persona di ottant'anni ha già battuto 3 miliardi di volte!





Visita guidata nei tuoi vasi sanguigni

I vasi sanguigni sono come le tubature in casa tua. Ci sono tubi che portano l'acqua: sono tubi rigidi, in metallo, ad alta pressione; e ci sono tubi che drenano l'acqua: sono tubi morbidi, in plastica, grandi e fragili, che lasciano andare solo l'acqua di scarico.

I tubi che portano l'acqua in casa sono paragonabili alle
arterie che portano il sangue agli organi. Le arterie sono vasi sanguigni solidi e spessi, perché il sangue vi circola in alta pressione, e non devono cedere. Tuttavia, le arterie non sono dure come i tubi. Hanno una certa elasticità, per adattarsi ai cambiamenti del flusso sanguigno, secondo il bisogno degli organi.

I tubi di scarico che evacuano il sangue dagli organi e lo riportano verso il cuore in modo che sia filtrato dai polmoni e poi reinviato nel corpo, sono le
vene. Queste sono morbide e fragili, ma non importa perché il sangue vi scorre tranquillamente.

Come l'acqua in casa tua, il sangue che proviene dai tubi sotto pressione - le arterie - è pulito, di colore chiaro. Quello che esce dai tubi morbidi - le vene - è sporco, di colore scuro. Sono i reni e i polmoni che fungono da
impianti di depurazione: filtrano i rifiuti e ricaricano il sangue con l'ossigeno. Il fegato è il distributore principale di carburante che ricarica il sangue con il glucosio, il quale serve come combustibile per le cellule.

Perché il sangue non si attacca nelle arterie

Il sangue ha la brutta abitudine di attaccarsi ovunque. Te ne accorgi quando sanguini, perché macchia qualsiasi superficie.

Eppure non si attacca alle pareti delle arterie.

Questo miracolo è dovuto ad un sottile strato di cellule chiamato "epitelio" che riveste l'interno delle arterie. Esse producono un anticoagulante che permette al sangue di scorrere come l'acqua sulle piume di un'anatra, e di non aderire mai alle pareti arteriose.

Purtroppo, il tabacco, i radicali liberi (molecole cannibali), l'omocisteina (una sostanza infiammatoria), la cattiva alimentazione e lo stile di vita sedentario attaccano costantemente l'epitelio delle arterie.

Quando l'epitelio è danneggiato, le piastrine vi si aggrappano e formano un piccolo coagulo.

Questo permette di riparare l'arteria, ma lascia pure delle tracce...





Il ruolo vitale delle piastrine nel sangue

Ricordo che il sangue non è un liquido rosso omogeneo. Esso è formato da un liquido giallastro trasparente, il plasma, in cui galleggiano globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Queste ultime non hanno la forma di piastrine (sono anzi una specie di cardo).
Inoltre, il sangue contiene zucchero e tutti i tipi di proteine che, come piccole imbarcazioni, trasportano grassi, compreso il colesterolo.

Il ruolo delle piastrine è quello di evitare perdite di sangue.

Alla minima apertura di una vena o un'arteria, le piastrine accorrono insieme e formano un tappo nel punto danneggiato. Una sorta di "rete da pesca" poi si sovrappone, in cui vi sono globuli rossi, globuli bianchi e l'elastina, fino a quando il tappo si indurisce e diventa quasi indistruttibile:
è la coagulazione. È lo stesso meccanismo che arresta il sanguinamento e forma croste sulla pelle.

Quando ciò si verifica nella parete interna di un'arteria – l'epitelio - la piccola ferita guarisce, e le cellule epiteliali ricrescono per ricoprire tutto. Il sangue può scorrere come prima in questo punto, senza aggrapparsi.
Ma la parete dell'arteria si gonfia leggermente là dove si trova la cicatrice. Diventa più rigida. È un processo di sclerosi. Viene trovato nel mezzo della lesione un "corno lipidico", vale a dire un accumulo di grasso e colesterolo sotto forma di cristalli, ferro, rame e calcio. Questa sostanza morbida si chiama ateroma. Ecco perché la loro combinazione si chiama atero-sclerosi.

L'aterosclerosi può sparire, soprattutto quando si è appena formata.
Ma se continui uno stile di vita deleterio, il fenomeno si ripete più e più volte. Dopo pochi decenni, la cicatrice diventa molto più grande, l'ateroma pure, e l'arteria può bloccarsi all'80%. Se ti fai fare un esame, a questo punto, il cardiologo constaterà un restringimento chiamato "stenosi" dell'arteria.





I pericoli dell'aterosclerosi

E ha ragione di essere preoccupato. Infatti, è sufficiente che avvenga un piccolo sanguinamento all'interno dell'aterosclerosi. È un fenomeno comune.
Questa emorragia può far crescere improvvisamente la cicatrice fino a bloccare completamente l'arteria. Vi è anche il timore che questa cicatrice subisca un'ulcerazione e che un coagulo più grosso vi si formi sopra. In entrambi i casi, il sangue può essere completamente bloccato.

Puoi immaginare che la formazione di un coagulo simile nelle tue arterie, è molto pericolosa!

Il corpo a valle è privo di ossigeno e di glucosio, e se la situazione continua, muore! Ciò diventa particolarmente grave quando gli organi sono il cuore, il cervello, i reni, gli occhi, e persino le gambe... Si chiama una trombosi, che può portare quindi ad un infarto del miocardio (morte delle cellule del cuore) o, talvolta, a un ictus.

Il fenomeno dell'aterosclerosi si verifica spesso nelle arterie coronarie, quelle che forniscono glucosio e ossigeno al muscolo cardiaco. Vengono chiamate coronarie perché formano una specie di corona intorno al cuore. Se vi succede una trombosi coronarica, si tratta di infarto, e quindi nel 50% dei casi di morte in poche ore!

I farmaci contro il colesterolo non cambiano nulla


Se guardi al microscopio di cosa è composta l'aterosclerosi, scoprirai che vi è circa il 10% di colesterolo.

Questa osservazione ha portato la cardiologia moderna a dare alle persone che soffrono di aterosclerosi dei farmaci che riducono i livelli di colesterolo nel sangue. I libri di medicina insegnano che l'abbassamento del colesterolo riduce l'avanzamento dell'aterosclerosi e il rischio che si formi un coagulo, causando una trombosi.

Ma ridurre il tasso di colesterolo non è molto efficace. Infatti, il colesterolo non è la causa dell'aterosclerosi, e non c'entra in alcun caso con la formazione del coagulo. Ecco perché, secondo la maggioranza degli studi, i farmaci contro il colesterolo (statine) abbassano il colesterolo nel sangue, ma
non riducono la mortalità coronarica, che era però l'obiettivo desiderato in origine.

Per contro, ridurre il colesterolo crea invece reali problemi all'organismo.
Il colesterolo è una molecola essenziale nella composizione delle pareti cellulari, e garantisce la loro tenuta rispetto ai fluidi esterni. Se riduci il tasso di colesterolo con una dieta o con dei farmaci, rendi le cellule fragili e aumenti il rischio di un ictus emorragico, fatto provato da recenti studi clinici.

Purtroppo, i farmaci contro il colesterolo hanno molti effetti collaterali: dolori muscolari e dei legamenti, impotenza maschile, problemi di memoria, eventualmente anche un aumento del rischio di cancro.


I farmaci contro i coaguli sono armi a doppio taglio

Beh, mi risponderai, dimentichiamo il colesterolo. Ma dal momento che gli eventi cardiovascolari sono causati da coaguli, prendiamo farmaci che impediscano la coagulazione del sangue (anticoagulanti)!
Questo infatti è ciò che generalmente consigliano i cardiologi. Essi prescrivono una piccola dose giornaliera di aspirina, che impedisca alle piastrine di attaccarsi.

Il problema è che se si impedisce la coagulazione del sangue, si aumenta il rischio di sanguinamento in aterosclerosi. Emorragia che, come abbiamo detto, può essere anche la causa della crescita improvvisa di aterosclerosi e blocco totale dell'arteria.

D'altra parte, il 40% degli ictus sono causati da un'emorragia cerebrale, che è pure il risultato di un difetto della coagulazione del sangue.

Alcune persone subiscono un ictus emorragico anche se non assumono anticoagulanti, ma lo stile di vita sedentario e l'alimentazione scorretta (eccesso di omega-6, mancanza di omega -3) fanno sì che il loro sangue si coaguli male.

Siamo quindi consapevoli che assumere farmaci anticoagulanti non è la soluzione per evitare incidenti, salvo in caso di emergenza (per dissolvere i coaguli pericolosi già formati) o dopo un intervento chirurgico.


Continua...

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